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Ostriche Gillardeau

Se siete stati nel nostro Ristorante durante il periodo del menu autunnale avrete notato la denominazione delle ostriche Gillardeau.
Ecco alcune curiosità
Via iwaifood.com
La regina delle concave
Gillardeau Uno dei marchi più conosciuti in assoluto nell’ostricoltura francese è quello della famiglia Gillardeau. La piccola azienda di famiglia fondata 110 anni fa, in riva al mare vicino a La Rochelle e l’Île d’Oléron nella Francia occidentale, produce solo “speciali”, le più richieste dagli chef europei. Dalle origini ad ora con il lavoro e la ricerca di quattro generazioni i Gillardeau hanno creato uno dei più grandi tesori dell’universo gastronomico, che gli ha dato fama in tutto il mondo. Ci troviamo davanti a un’autentica delizia: combina contundenza con raffinatezza, dolcezza con salinità, carnosità con tenerezza, un’ostrica concava che ha qualità innate differenziali estremamente delicate.
Propietà Organolettiche : Raffinato ed equilibrato, la perfezione
Origine : Allevato Marennes – Oléron. CHARENTE MARITIME. Bretagne
Nome scientifico : Crassostrea gigas

Via ansa
– PARIGI – Stufo delle ‘brutte copie’ vendute in Europa e Asia sfruttando il suo nome, il prestigioso produttore di ostriche francese Gillardeau ha deciso di mettere il suo marchio su ciascuno dei suoi prodotti, con un piccolo logo inciso con il laser sulla conchiglia.
“E’ un procedimento discreto, naturale, che non altera in alcun modo la qualità dell’ostrica”, spiega al quotidiano Le Figaro Veronique Gillardeau, una dei dirigenti dell’impresa familiare, basata nel bacino dell’isola di Oleron, sulla costa atlantica francese. “E’ normale che un cliente che è pronto a pagare per le ostriche Gillardeau, che costano fino a 9,8 euro al pezzo nei grandi ristoranti parigini – dice ancora – abbia il prodotto che si aspetta, con la sua forma bombata, il suo tasso di polpa e il colore bianco ben specifico, e non un’altra cosa qualsiasi venduta allo stesso prezzo”.
Il procedimento di marchiatura, e le strutture necessarie a realizzarlo, rappresentano un investimento da 5 milioni di euro per l’azienda, che stima di perdere tra il 10 e il 15% del suo fatturato ogni anno per problemi legati alla contraffazione.

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